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FLAVIO GERARDI

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È il momento delle relazioni

  • Immagine del redattore: Flavio Gerardi
    Flavio Gerardi
  • 2 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 3 apr


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(E non confondiamoci con le tecniche di vendita per favore)

Non ce n'è. Te la possono raccontare in mille modi, ma questo è il suo momento migliore.

Sì, paradossalmente, proprio ora — nell'era in cui sembra che senza l'IA non si possa respirare, lavorare, né vendere — la capacità di relazione può essere la vera arma competitiva. Per chi vuole sviluppare una vera Leadership commerciale, questo è il momento di farlo.

Ma andiamo nel dettaglio.


Siamo nel mezzo della rivoluzione più veloce della storia. Non so se la più profonda, ma di sicuro la più veloce. In pochi anni usanze, cultura, tradizioni, metodi e strumenti si sono mescolati e trasformati a una velocità mai vista prima.

Dal primo smartphone in poi, tutto è cambiato — nella vita e nel business. È come se avessero abbassato contemporaneamente tutte le dighe del mondo e l'acqua si fosse unita in un unico grande oceano.

La concorrenza è ovunque. Anche a 4.000 km di distanza. In poche ore puoi essere servito e riverito da qualsiasi angolo del globo.

C'è stata un'evoluzione, certo. Qualche decennio fa, se avessi voluto comprare un pomodoro saresti andato dal contadino di fiducia o alla bancarella di Tonino al mercato. Poi qualcuno ha aperto un negozietto vicino allo stesso mercato. Poi è arrivato lo specialista del Pachino o del San Marzano. Poi i centri commerciali. Poi i negozi super specializzati — il pomodoro biologico cresciuto su sabbia, irrigato con acqua marina e raccolto solo quando la luna è piena!

E poi è arrivato lui: il Web. Amazon e i suoi simili. E tutto è stato accelerato all'ennesima potenza.

Tutto è cambiato. Forse per sempre.

All'inizio, cose come Empatia, Simpatia, Attenzione, Servizio personalizzato non erano fondamentali. Se uno voleva un pomodoro andava da Tonino — c'era solo lui. Tonino era simpatico di suo, ma non era necessario esserlo. Era forse un'epoca un po' meno stressata.

Poi è aumentata la concorrenza, e di simpatici se ne sono visti sempre meno.


E ora?


Ora stiamo correndo verso la saturazione dell'offerta. Tantissime aziende si assomigliano: stessi prodotti, stessi prezzi, stesse promesse. Non è facile distinguersi davvero. Certo, se esiste una differenza reale va assolutamente fatta emergere — ma le differenze oggettive non sono più così grandi come qualche anno fa.

La differenza, oggi, è spesso una questione di percezione. Pensiamo, per esempio, ai negozi di abbigliamento, alle marche di pasta e biscotti, o alle oltre 600 aziende italiane che vendono luce e gas. Come scegli? È una lotta di percezione.


E i numeri lo confermano. Secondo l'Harvard Business Review, il 53% delle decisioni d'acquisto B2B è influenzato dalla qualità della relazione con il venditore — non dal prodotto, non dal prezzo. Gallup Research ci dice che i clienti che definiscono la relazione col proprio fornitore come "forte" hanno una probabilità di riacquisto doppia rispetto a chi la definisce "neutra". CEB (oggi Gartner) aggiunge che nel 57% dei casi la preferenza per un fornitore nasce prima ancora che il cliente veda la proposta — durante le interazioni umane preliminari. E le Neuroscienze della vendita (Università di Zurigo, 2022) chiudono il cerchio: la fiducia e la percezione di autenticità attivano aree cerebrali legate alla decisione d'acquisto più delle leve razionali.

La relazione non è un dettaglio. È il motore.

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Allora come si fa la differenza?


Tre saranno le colonne del futuro:

L'innovazione tecnologica. L'IA, gli strumenti digitali, l'automazione: non sono optional. Chi li ignora perde terreno. Chi li usa bene guadagna tempo, precisione e scalabilità.

La presenza nei canali distributivi — sia web che fisici. Essere dove sono i clienti, nel momento giusto, con il messaggio giusto. Il Marketing fatto bene non è mai stato così importante: costruisce la reputazione, genera fiducia, apre le porte. Prima ancora che un venditore entri in scena.

E poi, la capacità di relazione.

Perché sul campo siamo 1 contro 1. La marca conta, certo — ma meno di prima. Conta, e molto, la capacità di ascoltare davvero, di capire il cliente, di gestire le obiezioni con autenticità, di guidare senza imporre. Contano l'Empatia, la sicurezza, la costanza, la chiarezza.

Soft skills che un tempo sembravano accessorie. Oggi sono fondamentali. Sono quelle che fanno scegliere te invece di un altro. E che, tra l'altro, generano il passaparola più potente che esiste.

Capacità di relazione orientata a un obiettivo. Leadership sul campo.

Non basta più la simpatia di Tonino o la parlantina di Antonella (cose che rimangono comunque importanti). Ora si fa sul serio. La relazione è una cosa seria. È il DNA del nostro sistema commerciale e dobbiamo imparare a tirare fuori il massimo — da noi stessi e dal contesto in cui operiamo.

Si può fare. Ma non con le tecniche di vendita classiche — quelle ormai si conoscono e se sono anche finte si sentono da lontano…

Quello che fa davvero la differenza è accendere qualcosa di più profondo: la tua umanità, la tua capacità di adattarti, di leggere chi hai di fronte e di rispondergli in modo autentico. Non è una questione di script o di mosse preconfezionate. È Leadership vera — quella che nasce da dentro.

Un buon corso di vendita o il lavoro con un sales coach di qualità lo riconosci se ti rimane qualcosa nel tempo. Se ti aiuta a tirare fuori il meglio di te, a sviluppare tutti i tuoi livelli — razionale, emotivo, relazionale — e a metterli in campo con consapevolezza e metodo.

Consapevolezza, esperienza e tanto allenamento (ne parleremo!)

Buon lavoro.

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